Nasdaq e musica in favore della malattia di Parkinson

Malattia di Parkinson, Malattie e nutrizione

 - Nasdaq e musica in favore della malattia di Parkinson Il termine Nasdaq è familiare anche per chi non si occupa di finanza. È l'acronimo di National Association of Securities Dealers Automated Quotation (Quotazione automatizzata dell'Associazione nazionale degli operatori in titoli).
Esso è stato il primo esempio al mondo di mercato borsistico elettronico, cioè di un mercato costituito da una rete di computer fondato nel 1971.

Questo mercato borsistico ha lanciato nel mese di settembre 2007 un nuovo indice chiamato "Nasdaq NeuroInsights Neurotech" ovvero "indice di Neurointuizioni relative alla Neurotecnologia", formata da aziende che si occupano principalmente di sviluppare farmaci, presidi e diagnostici per le malattie neurodegenerative, soprattutto la malattia di Alzheimer e la malattia di Parkinson.

La diffusione di queste malattie non viene trascurata, quindi, neanche dal mercato economico, e questa crescita di sensibilità esprime un vantaggioso interesse per questi problemi, agevolando la concentrazione di ricerche e di finanziamenti in favore di maggiori cure disponibili.

Mentre il mondo della finanza si occupa delle malattie neurodegenerative, ricercatori italiani scoprono che la musica migliora la funzione motoria dei pazienti parkinsoniani.

I ricercatori hanno osservato che topi esposti a musica dal ritmo lento per sei ore al giorno presentano sia un miglioramento dell'apprendimento che un aumento importante di un fattore della crescita nel cervello. Hanno concluso che la musicoterapia può essere di beneficio nelle malattie neurodegenerative.

Va ricordato che la malattia di Parkinson trova utili benefici anche nel corretto apporto nutrizionale, in particolare proteine, acqua e fibre.

Lo dimostra anche un grosso studio scientifico americano, condotto su quasi 50 mila persone, scelte fra operatori sanitari, per diversi anni. I ricercatori hanno studiato accuratamente le abitudini alimentari di tutti i soggetti studiati. Trascorsi 16 anni dall'inizio dello studio, 508 persone hanno sviluppato la malattia di Parkinson: quasi tutti costoro avevano mangiato in passato basse quantità di frutta, verdura, pesce, e di cereali integrali.
Si tratta quindi di un altro esempio di come l'alimentazione possa condizionare il rischio di alcune malattie.

D'altra parte, chi si ammala di Parkinson sa che può controllare bene la sua condizione, oltre che con terapie adeguate, anche con una dieta corretta, ricorrendo a opportuni supplementi (Fortimel, Nutridrink Multi Fibre, Forticreme, Nutilis).


Fonti:
• ReutersHealth
• Angelucci et al: Behav Pharmacol 2007; 18: 491-496
• Gao X et al: Am J Clin Nutr 2007; 86: 1486-1494







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