Sintomi del declino cognitivo

È normale che con il passare degli anni e l’avanzare dell’età le cellule del nostro cervello invecchino.

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Cos’è il declino cognitivo?

Non è normale invece, che si perdano le funzioni cognitive, come per esempio la memorial’attenzioneil linguaggio e la capacità di elaborazione dei concetti.

Si parla di declino cognitivo quando una o più di queste funzioni si deteriorano, anche senza compromettere in modo consistente le normali attività della vita quotidiana.

È importante riuscire a distinguere un normale invecchiamento cerebrale dai primi sintomi del declino cognitivo.

Se avete dei dubbi si raccomanda di chiedere ad un medico specialista o al vostro medico di famiglia e valutare con lui l’opportunità di una diagnosi più approfondita.

Come funziona la memoria?

La memoria dipende da diversi fattori, tra cui l’efficienza delle connessioni sinaptiche. Quando un’informazione viene richiamata frequentemente, il ricordo si consolida progressivamente. Questo processo si verifica perché la connessione tra i neuroni che costituiscono tale ricordo diventa più robusta.1

Per comprendere appieno come funziona la memoria individuale, è utile distinguere tra:

  • Memoria a breve termine: permette di trattenere informazioni per un lasso di tempo molto limitato, generalmente inferiore al minuto.2
  • Memoria a lungo termine: rappresenta il deposito in cui le informazioni vengono conservate potenzialmente per sempre. All’interno di questa si distinguono:
    • La memoria implicita: opera a livello inconscio e riguarda, ad esempio, le abilità motorie e le procedure automatiche (come andare in bicicletta o abbottonarsi).2
    • La memoria esplicita: comprende sia la memoria semantica (le conoscenze generali acquisite) sia la memoria episodica (il ricordo di eventi specifici vissuti), che possono essere recenti o remoti.2

Mantenere una buona memoria è cruciale e dipende in gran parte dalla disponibilità dei nutrienti essenziali per l’ottimale funzionamento delle sinapsi e dalle modalità con cui i ricordi vengono codificati. Altrettanto fondamentale per preservare le facoltà mnemoniche e contrastare il declino cognitivo è l’attività cognitiva quotidiana, che include lo svolgimento di compiti abituali, la lettura e l’apprendimento di nuove nozioni, stimolando costantemente il cervello.

LO SAPEVI CHE…

l’85% degli italiani è molto preoccupato dell’invecchiamento cerebrale*

(*Indagine DoxaPharma 2017)

Come lo riconosco?

Uno dei primi campanelli d’allarme, di cui ci si accorge più facilmente, riguarda la memoria: ci si dimentica, ad esempio, di un avvenimento recente o di eventi importanti, ma ci si ricorda benissimo ciò che è avvenuto molti anni prima.

Tutti noi abbiamo in mente un familiare che, nonostante l’età e qualche acciacco, è ancora lucidissimo: può capitare che non ricordi il nome di una persona, un anniversario, un evento o perfino il luogo in cui ha riposto un oggetto o parcheggiato l’auto. Queste dimenticanze possono essere legate semplicemente alla stanchezza, allo stress o alla necessità di gestire più cose contemporaneamente.

Un criterio pratico per comprendere se possa realmente trattarsi di declino cognitivo è prestare attenzione alla frequenza di questi episodi e al loro peggioramento nel tempo.

Se avete dei dubbi si raccomanda di chiedere ad un medico specialista o al vostro medico di famiglia e valutare con lui l’opportunità di una diagnosi più approfondita.

I SINTOMI PIÙ COMUNI NELLE FASI INIZIALI

  • Tendenza a ripetersi (per esempio in un discorso)
  • Riduzione della capacità di programmare, organizzare e seguire un ragionamento
  • Difficoltà a trovare le “parole giuste”
  • Difficoltà nel ricordare episodi recenti
  • Necessità di più tempo per compiere azioni abituali
  • Momenti di spaesamento quando si è fuori casa
  • Difficoltà nel comprendere domande e istruzioni

LO SAPEVI CHE…

Il cervello, come ogni altro organo, trae l’energia necessaria al suo corretto funzionamento dai nutrienti: vitamine, minerali e zuccheri sono alcuni dei nutrienti fondamentali per la sintesi di molecole necessarie per la salute della mente.

Mi devo preoccupare?

Il Declino Cognitivo è un campanello d’allarme rispetto a un quadro di normale invecchiamento e potrebbe precedere una forma di demenza (in particolare l’Alzheimer), in cui i disturbi di memoria peggiorano rapidamente, compromettendo in modo consistente la vita quotidiana.

In generale vale sempre un principio fondamentale della medicina: quanto prima si riconoscono i sintomi e si affrontano le eventuali problematiche con un intervento tempestivo, tanto maggiori saranno le probabilità di ottenere un migliore risultato ed una migliore qualità di vita futura.

Se avete dei dubbi si raccomanda di chiedere ad un medico specialista o al vostro medico di famiglia e valutare con lui l’opportunità di una diagnosi più approfondita.

Quanto prima si riconoscono i sintomi e si affrontano le eventuali problematiche con un intervento tempestivo, tanto maggiori saranno le probabilità di ottenere un migliore risultato ed una migliore qualità di vita futura.

Come posso intervenire?

Sul declino cognitivo si può intervenire per contrastarne la progressione al fine di assicurare una migliore qualità di vita.

La medicina sta sempre più valorizzando linee di approccio multidisciplinari, che si focalizzano su diversi aspetti: stile di vita sano, attività fisica regolare, esercizi cognitivi e relazioni sociali.

Inoltre trattamenti nutrizionali specifici, con componenti* spesso carenti nei pazienti con declino cognitivo, si sono dimostrati efficaci.

*uridina monofosfato, colina, acidi grassi polinsaturi (famiglia omega-3, famiglia omega-6), vitamine (gruppo B, C ed E) e nutrienti antiossidanti (selenio): tutti presenti in Fortasyn Connect.

LE RACCOMANDAZIONI UTILI

  • Alimentazione – Un’alimentazione varia e completa apporta tutti i componenti necessari alle funzioni cerebrali.
  • Relazioni sociali – Coltivare le relazioni sociali aiuta a mantenersi attivi, a ricevere e dare stimoli. Sono fondamentali anche le emozioni.
  • Attività mentale – Mantenere la mente in esercizio è utile per stimolare la memoria e la formazione di nuove connessioni nervose.
  • Attività fisicaPraticata regolarmente e nel rispetto delle capacità di ciascuno è utile sia per il benessere fisico che per stimolare le abilità cognitive.

Se avete dei dubbi si raccomanda di chiedere ad un medico specialista o al vostro medico di famiglia e valutare con lui l’opportunità di una diagnosi più approfondita.

Bibliografia

1. Indirizzo dell’azienda: Wijk N, Broersen LM, Wilde MC, Hageman RJJ, Groenendijk M , Sijben JWC, et al. Mirare alla sinaptica nella malattia di Alzheimer da una combinazione amministrativa specifica di nutrienti. J Alzheimer Dis. 2014;38 (3):459-479.

2. Smolen P, Baxter DA, Byrne JH. Come possono durare i ricordi per giorni, anni o una vita? Meccanismi proposti per il mantenimento del potenziamento sinaptico e della memoria. – Impara Mem. 2019; 26(5:133-150).